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Visualizzazione dei post con l'etichetta MENEFREGHISMO

Gli indifferenti

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Ci addentrammo tra le viuzze della città. Un cupo silenzio la soffocava, come la calura estiva dopo la pioggia. Le porte sbarrate, le strade deserte e disconnesse. Mi parve di udire un fruscio solitario dietro le tapparelle abbassate delle case. Sotto consiglio della mia guida vi accostai l’orecchio. Il brusio della televisione accesa, voci concitate che si susseguono in continuazione riempiendo quel deserto di vuoti. Spaventata mi ritrassi: << Dove sono tutti?>> la ragazza dai piedi scalzi mi sorrise. <<Qui. In queste piccole caverne di menzogne e false speranze. Qui, tra le rovine della loro città. Il silenzio e l’indifferenza hanno trionfato sulla vita. Loro credono di aver vinto.>> Mi domandai come mai potesse una società condannarsi da sola, sfuggire alla vita per una serenità morbosa. La morte, la malattia, la fame sono solo fantasie e storielle per bambini; loro non possono essere raggiunti e se ciò accade ricadono, stupiti e increduli, nel loro piccolo m...

La solitudine dei social

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  Entrai nella città e subito notai che vi era qualcosa che non andava. Vidi una folla di persone camminare guardandosi i piedi, col collo chinato in giù mentre osservavano qualcosa che veniva stretto talmente forte che all’inizio pensai gli desse linfa vitale. Erano tutti così concentrati, nessuno sembrava curarsi di cosa e chi aveva intorno, quello che stringevano tra le mani era talmente potente da staccarli totalmente dalla realtà. Solo alcuni sembravano immuni da questa strana calamita a me estranea; fermai uno di loro e chiesi di che cosa si trattasse. Era un uomo quasi anziano, sulla sessantina, e quando gli feci quella domanda mi guardò strabuzzando gli occhi, come se avesse visto un alieno ma iniziò lo stesso a spiegarmi:, scriverò di seguito una parte di quello che mi disse : “Questa è la generazione Z, la generazione social, e sono tutti presi dai loro telefoni, dalle loro vite virtuali che non riescono più a vedere il mondo reale; se chiedi loro qualcosa sanno risponder...

Gli inquinatori

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  Giunto all’ingresso del quarto cerchio, mi trovai di fronte ad un bivio. Subito mi corse incontro un bambino vivace e allegro, che mi salutò in modo amichevole chiamandomi per nome, come se ci fossimo sempre conosciuti. Disse che mi stava aspettando da molto tempo e, facendosi serio in viso, mi invitò a seguirlo: ”Ho tanto da mostrarti, vieni con me”. Gli chiesi di rivelarmi il suo nome e quando si girò rimasi senza fiato nell’accorgermi che altri non era che io all’età di 4-5 anni. Mi disse che sarebbe stato la mia guida nel proseguimento del viaggio dato che, avendo conservato la purezza incontaminata dei bambini, poteva giudicare con distacco e con una coscienza critica tutti coloro che quaggiù erano puniti. Ci recammo sulla sommità di una collinetta e davanti ai nostri occhi apparve lo spettacolo raccapricciante di un immenso e secco deserto privo di vegetazione e animali, avvolto completamente in una coltre pesante di fumo scuro, denso e maleodorante. Si percepiva un caldo u...

Gola e cecità

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Procedendo il mio cammino tra i peccatori mi ritrovai davanti una massa di persone, tutte molto magre, che si guardavano allo specchio, si guardavano tra loro e guardavano foto, tutte piangendo. Allora chiesi alla mia guida chi fossero queste persone e lui a me: “Sono coloro che in vita non dissero mai di no al cibo, coloro che lo mettevano sempre al primo posto, arrivando a pensare incessantemente a questo. E questa loro ossessione non era per cibi buoni per l’uomo, per cibi salutari, ma per dolci o per cibi da fast food, ovviamente sempre in quantità enormi, che li facevano ingrassare portandoli spesso all’obesità. Quest’ultima non è una cosa da sottovalutare perché, come ben sai, è una grave malattia, ma a loro questo non è mai importato, e anzi sembrava loro normale a patto che potessero continuare a mangiare”. Conosco bene questo peccato e lo ritengo il peggiore, infatti davvero non riesco a capire come si possa diventare così ossessionati da qualcosa che arriva a mettere a rischi...